Questione di gusti (l’ultima).

6 September 2008, by ziomau

Cosa può esserci di buono al termine dell’Universo? Un ristorante direte voi, ma visto che in un buco nero c’è posto per tutti, sarebbe meglio poter mangiare qualcosa senza dover prenotare a tutti i costi con troppo anticipo.

Perciò: tutti in gelateria, finché c’è tempo e il cielo è terso! Ma non una gelateria qualunque: la Gelateria al Termine dell’Universo ideata da xlthlx!

Venghino siore e siori, grandi e piccini! Ce n’è per tutti i gusti ma non in eterno!
Meglio sbrigarsi… emoticon

Io non ti conosco, io non so chi sei.

27 July 2008, by ziomau

…e invece qualcosa in più di me ora si può sapere! emoticon
Mi sono infatti deciso a linkare (qui sul blog e presto anche altrove) i miei profili LinkedIn e Facebook, vale a dire la mia presenza più "seria" in rete, che finora avevo voluto tenere in qualche modo separati dal resto delle mie scorribande virtuali.

In altre parole ora "svelo" non solo il nome ma anche il cognome, la professione, il curriculum, diversi contatti e altro ancora (la foto invece è la solita, scelta tra quelle non troppo recenti!).
A molti sembrerà una cosa normale, per me invece è una piccola grande svolta.

Per ora non aggiungo altro, spero di incontrare anche su LinkedIn e Facebook tante persone valide e simpatiche, come mi è successo finora grazie soprattutto ai blog e a Twitter!

Se 140 caratteri vi sembran pochi.

18 June 2008, by ziomau

Twitter bird 

Uso Twitter da alcuni giorni e non riuscirei a parlarne male.
Un po’ alla volta sto imparando a conoscere il Twitter-verso: un turbinio di frasi, link, segnalazioni, esclamazioni, emozioni semplici e complesse, botte e risposte, pieno e vuoto.
E su Twitter si possono fare incontri molto interessanti.

L’aspetto che però mi intriga di più è il costante invito alla sintesi.
Centoquaranta caratteri sono veramente pochi, e mai come in un tweet si è incoraggiati (costretti?) a disfarsi dell’inessenziale, a lavorare per sottrazione e andare al cuore di ciò che si vuole esprimere. No frills. Non c’è posto per fronzoli e orpelli. Che sacrificio rinunciare all’inutile, eh?
Eppure si tratta di un esercizio salutare per qualsiasi scrittore, annotato nei secoli da vari aforismi e infine approdato anche al web 2.0.

In realtà a volte si riesce a essere più brevi del limite stabilito, e allora ci si concede il lusso di far percolare nella textbox qualche aggettivo in più, magari un avverbio, giusto per gratificarsi un po’.

Ma la sfida su Twitter non finisce qui: un conto infatti è esprimersi, un altro rispondere o spiegare. E allora sì che centoquaranta caratteri possono diventare un limite pressoché insormontabile.
Per chi non ha un blog, s’intende!